Il governo illegittimo del Presidente del Consiglio Monti, era destinato a «passare alla storia» più di quanto non lo sia il decennio berlusconiano appena trascorso. Ciò che, infatti, è avvenuto con il conferimento dell’incarico ad un tecnico prezzolato della Unione Europea al soldo della UE, BCE e del FMI non è stato che un “coup d’état” (COLPO DI STATO ) deciso da «poteri forti» estranei al nostro Paese e guidato dalla complicità di GIORGIO NAPOLITANO
Certo non un Colpo di Stato «alla sudamericana», un golpe, con tanto di ingresso di fucili e militari nell’emiciclo del Parlamento. «Colpo di Stato», del resto, non indica di per sé un rivolgimento violento, quanto un’«esecuzione che precede la sentenza», come lo definì il libertino Naudé, che coniò l’espressione a metà del Seicento.
Cosa significa? E cosa è accaduto in Italia, in questi mesi? Semplicemente quello che tutti sanno ma si ostinano per timore a negare. È accaduto che, con una congiura di palazzo, è stato realizzato un COLPO DI STATO ovvero la transizione incostituzionale dalla Seconda alla Terza repubblica, da un sistema politico bipolare ad un ridimensionamento del potere dell’Assemblea a favore di un gruppo di cospiratori presieduto dal Presidente della Repubblica, dal parlamentarismo ad un presidenzialismo ancora da definire nei suoi contorni istituzionali, ma di fatto già all’opera con questo «governo del presidente». Non vi è infatti alcun dubbio sul fatto che il capo dello Stato da «custode della Costituzione» si è trasformato illegalmente ed arbitrariamente con un golpe in guida politica dello Stato.
Si doveva, ovviamente, iniziare con l’eliminazione di Berlusconi, il quale a dispetto delle apparenze è stato in Italia colui che ha compiuto, e parimenti portato alla sua dissoluzione, il potere parlamentare: mai il nostro Parlamento era stato più potente e, nel contempo, più bloccato. Il rovesciamento di questo potere è cominciato con un tentativo di erosione dall’interno: Gianfranco Fini. Si è poi tentato con l’assalto alla vita privata del capo del Governo, ma anche questo si è rilevato insufficiente. Berlusconi è stato, infine, sconfitto, per una sorta di quelle ironie della storia che sono tutt’altro che infrequenti, sul reale campo dal quale dipendeva: gli affari. Si è puntato alla rovina del fondamento economico del suo potere, attaccando le sue aziende e l’intera economia del Paese con lo spread aumentato ad arte (lo spread è iniziato a salire dai primi giorni di luglio, 244. È poi ridisceso, senza mai tornare ai valori di luglio, ad agosto, 298. Poi non si è più fermato. Punto massimo, la seconda settimana di novembre, 553.
Berlusconi non ha reagito. Giulio Cesare lo avrebbe fatto se, come racconta Svetonio, ai giovani indebitati consigliava: «Per il vostro caso il rimedio è la guerra civile». Ma, se in Cesare – come scrive ancora Svetonio – «c’erano molti Marii» (multos Marios inesse), in Berlusconi ce n’era solo uno, di Mario: Monti.
Monti sapeva benissimo che la cospirazione organizzata dal gruppo straniero di potere di cui lui è la testa di ponte, poteva avere successo solo se lo spread continuava a salire: e infatti lo spread è salito. Ed il «Colpo di Stato» è riuscito. Il potere parlamentare è stato portato al punto in cui si è rovesciato in modo indolore,con il suo stesso consenso. Si è così perfezionato il potere esecutivo, il quale è sorto in modo illegale, parassitario e antidemocratico.
Strane corrispondenze della storia, quando Marx descrive i poteri della Francia di Luigi Filippo, in cui «l’indebitamento dello Stato era l’interesse diretto della frazione della borghesia che governava e legiferava per mezzo delle Camere. Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all’aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull’orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli”.
Certo, dobbiamo sostituire la parola «borghesia» (in Italia, del resto, c’è mai stata una borghesia?). Finora banchieri e finanzieri (Monti & Company) si erano limitati a governare indirettamente, nascondendosi dietro la maschera della rappresentanza dei politici, oggi hanno preso il posto ufficiale di questi ultimi: sono loro non più a ispirare, ma a governare.
Bisognava però almeno salvare le apparenze. Con un atteggiamento tipico di tutte le «congiure che si ipirano a Catilina», la preoccupazione maggiore di Monti è stata quella di conquistare il potere con mezzi apparentementi legali. In un’opera di Brecht, anche il capo di una banda di gangster comanda ai suoi seguaci: «Il lavoro dev’essere legale». A ben vedere, è tutto già spiegato nel pamphlet avanguardistico del 1931 di Curzio Malaparte, “Tecnica del Colpo di Stato”. Con la repentina nomina a senatore a vita(Paolo Emilio Taviani, nella Prima Repubblica, ci impiegò un anno e mezzo, il tecnico un paio di ore) Monti ha potuto, oltre che garantirsi l’immunità a vita, legittimarsi quale espressione, in qualche modo, della stessa Assemblea. Ed è così che il Parlamento diventa complice necessario del Colpo di Stato: accetta il fatto compiuto, e lo legalizza formalmente. Come nella strategia bonapartista – cito ancora Malaparte – l’«obiettivo tattico» resta la conquista dello Stato attraverso il Parlamento, ossia attraverso la legalità (la farsa, a questo punto, del voto di fiducia, bulgaro, tipico dei regimi totalitari). Deve cadere un’ultima illusione: quella del presunto «stato di necessità» che avrebbe reso indispensabile questo Colpo di Stato, come se si trattasse di una misura per la salus rei publicae (ndr: la salute della cosa pubblica). Come spiegava Malaparte, le circostanze favorevoli al colpo di Stato moderno non sono necessariamente di natura politica o sociale:nell’epoca della tecnica, il colpo di Stato è un problema eminentemente tecnico.
Nel nostro caso, «tecnico» non significa di «tattica insurrezionale », ma che la riuscita di un Colpo di Stato dipende dal coordinamento tecnico di decisioni prese al livello di quei poteri forti invisibili,esterni alla Nazione, impalpabili, ma onnipresenti, che ormai intervengono nella vita dei popoli quando e come vogliono. Nel momento in cui il potere politico si livella su quello finanziario, il Colpo di Stato diventa sempre possibile, e a tal punto facile da realizzarsi che quasi nessuno se n’è reso conto.
Quanto sopra premesso, e tenendo presente:
la gravissima crisi economica, sociale e morale che sta distruggendo il paese, ed affamando il Popolo
il fallimento e l’incapacità della politica nei suoi fini essenziali e l’impossibilità di fermare questo processo degenerativo prodotto anche da parte dell’attuale Governo che illegittimamente si insediava con la complicità ed il tradimento del Capo dello Stato e di tutte le più alte cariche istituzionali compresi i vertici di tutti gruppi politici, giudiziari,banchieri e finanziari, collusi con apparati stranieri e colpevoli di:
ATTENTATO CONTRO L’INTEGRITA’, L’INDIPENDENZA E L’UNITA’ DELLO STATO, ALTO TRADIMENTO,
COSPIRAZIONE AI DANNI DEL POPOLO ITALIANO,
COLLABORAZIONE ED INTELLIGENZA CON POTENZE STRANIERE AL FINE DI LIMITARE LA SOVRANITA’ DELL’ ITALIA E DI RENDERE SCHIAVO Il SUO POPOLO;
Per aver posto in essere diversi atti di un medesimo disegno criminoso, in particolare la reiterata Violazione dell’art. 241 codice penale – Libro Secondo – Dei Delitti in Particolare – Titolo I° – Delitti Contro la Personalità dello Stato – Con attuale flagranza di Reato continuato con permanenza sul Territorio Nazionale ed Estero dal 01- 01- 1958 alla data odierna.
* “”Art 241 c.p. Chiunque compie un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla Sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato, è punito con la morte.”"
Considerato anche
il costante incremento di gruppi organizzati anarco-insurrezionalisti collegati al gruppo eversivo NOTAV, addestrati e fomentati dai Partiti Politici di sinistra che condurrebbero il Popolo Italiano ad una inevitabile guerra civile;
CHIEDIAMO CHE IL POPOLO ITALANO SI RIAPPROPRI
Della piena Sovranità sull’intero Territorio Nazionale,che non riconosce valido nessun trattato Comunitario,e che non aderisce all’ Unione Europea.
La Nazione del Popolo Italiano non riconosce nessun debito verso la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale
Il debito estero deve essere letteralmente “cancellato” in quanto ritenuto frutto di azioni criminose poste in essere da banchieri, da membri del Governo, e Capi di tutti i partiti politici esistenti che per tale motivo devono essere immediatamente tratti in arresto, e giudicati da un Tribunale Speciale del Popolo.
La Nazione del Popolo Italiano vuole riacquistare la Sovranità Nazionale e monetaria, la stampa, la moneta Nazionale, denominata EURO, producendola in proprio tramite la Zecca di Stato.

“”Per questo, nella tragedia della piccola Italia non vale il detto latino “mors tua, vita mea”, la tua morte è la mia vita. Se il sistema sceglie la strada del suicidio collettivo, non ci saranno superstiti. La fine sarà identica per tutti. Nessuno resterà vivo. Il vertice della Repubblica diventerà una catasta di cadaveri morali.
Quel giorno non potremo dire, citando Cesare Pavese, “verrà la morte e avrà i tuoi occhi”. La morte della politica avrà uno sguardo che ci fa paura immaginare. Occhi estranei alla democrazia. Occhi gelidi. Occhi da assassino che cerca il sangue.
Giampaolo Pansa
Tratto da Libero.”"
PROGRAMMA PER LA LIBERAZIONE D’ITALIA
1. Noi chiediamo la riunione di tutti gli Italiani in una Grande Italia, in base al diritto
di autodeterminazione dei popoli;
2. Noi chiediamo l’immediata uscita dell’Italia dall’ Unione Europea;
3. Noi chiediamo la libertà di coltivare terra ed allevare bestiame ed esercitare la
pesca per nutrire il nostro popolo;
4. Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale. Può essere connazionale
solo chi sia di sangue italiano;
5. Chi non è cittadino dello Stato deve poter vivere in Italia solo in veste di ospite e
deve sottostare alla legislazione che regola il soggiorno degli stranieri;
6. Il diritto di influire sulla condotta e sulle leggi dello Stato può spettare solo al
cittadino. Per questo noi chiediamo che tutte le cariche pubbliche di qualsiasi genere,
possano venire occupate solo da cittadini dello Stato. Noi lottiamo contro il
parlamentarismo corruttore, contro la attribuzione di cariche in base a considerazioni
di partito, senza tenere conto del carattere e delle capacità;
7. Noi chiediamo che lo Stato si impegni ad avere cura in primo luogo di assicurare
lavoro e possibilità di esistenza ai cittadini. Qualora non sia possibile soddisfare le
necessità primarie della popolazione, gli appartenenti ad altre nazionalità (cioè
coloro che non sono cittadini dello Stato) dovranno venire espulsi dal territorio
nazionale;
8. Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-italiani. Noi chiediamo che
tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977 vengano
costretti a lasciare immediatamente il territorio nazionale;
9. Tutti i cittadini dello Stato devono possedere eguali diritti ed eguali doveri;
10. Primo dovere di ogni cittadino dello Stato deve essere quello di produrre,
spiritualmente e materialmente. L’attività del singolo non deve urtare contro gli
interessi della comunità, ma deve applicarsi nel quadro della collettività e per il bene
di tutti;
11. Noi chiediamo l’abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica.
Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse di banche e finanziare;
12. Considerando l’immane sacrificio di beni e di sangue che ogni guerra chiede al
popolo, l’arricchimento personale per mezzo della guerra mascherata da azioni
umanitarie deve venire dichiarato delitto contro il popolo. Noi chiediamo quindi la
confisca integrale di tutti i profitti provenienti da teatri di zone di guerra;
13. Noi chiediamo la statalizzazione di tutte le imprese associate esistenti, di tutti gli
istituti di credito e finanziarie, di tutte le compagnie telefoniche, di tutte le industrie,
di tutte le aziende di trasporto aeree, ferroviarie e navali;
14. Noi chiediamo la partecipazione dello Stato agli utili delle grandi imprese che
superino un utile netto di 3,5 milioni di euro annui;
15. Noi chiediamo una completa riforma delle previdenze per la vecchiaia;
16. Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi
magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli
commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo
Stato, alle regioni e ai comuni;
17. Noi chiediamo una riforma fondiaria adatta ai nostri bisogni nazionali,
l’emanazione di una legge per l’espropriazione senza indennizzo del suolo per fini di
pubblica utilità, l’abolizione dell’interesse fondiario e il divieto di ogni speculazione
sui terreni;
18. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per
l’interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. Gli usurai,
i profittatori , i politicanti. devono essere condannati a morte dallo Stato, senza
distinzione di confessione o di casta;
19. Noi chiediamo che il diritto romano, che serve il mondo materialistico, venga
sostituito da un diritto comune italiano;
20. Lo Stato deve provvedere a una radicale riforma di tutto il nostro sistema di
istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni italiano capace ed attivo di
raggiungere un’istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. I programmi di
studio di tutti gli istituti scolastici devono conformarsi ai bisogni della vita pratica. La
comprensione del concetto di Stato, così come noi lo intendiamo, deve venire diffusa
dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l’intelligenza del
fanciullo. Noi chiediamo che i figli di genitori poveri, dotati di particolare
intelligenza, vengano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione
sociale o alla professione dei genitori.
21. Lo Stato deve provvedere a migliorare la salute pubblica, proteggendo gli anziani,
le madri e i fanciulli, vietando il lavoro giovanile, rafforzando la prestanza fisica
mediante l’istituzione di ginnastica e sport obbligatori, dando il massimo appoggio a
tutte le associazioni che si occupano della educazione fisica della gioventù.
22. Noi chiediamo che venga abolito l’esercito di mestiere e che venga formato un
esercito di popolo.
23. Noi chiediamo la lotta legale contro le menzogne politiche consapevoli e contro
la loro diffusione a mezzo della stampa. Per rendere possibile la creazione di una
stampa italiana, noi chiediamo:
a) che tutti i redattori e collaboratori di giornali pubblicati in lingua italiana debbano
essere connazionali
b) che i giornali non italiani debbano ottenere, per esser pubblicati, una espressa
autorizzazione dello Stato; e che devono venire stampati in lingua italiana;
c) che ogni partecipazione o influenza finanziaria sui giornali italiani da parte di non
italiani venga vietata legalmente, e che la violazione di questa norma venga punita
con la chiusura del giornale e con l’immediata espulsione dall’Italia delle persone
non italiane implicate. I giornali che contrastano con l’interesse della comunità
devono essere vietati. Noi chiediamo la lotta legale contro una organizzazione
artistica e letteraria che esercita un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale, e
chiediamo la chiusura delle istituzioni che violano i principio sopra esposti.
24. Il Partito, come tale, difende la concezione di un cristianesimo positivo,
senza legarsi confessionalmente ad una determinata fede. Esso lotta contro lo spirito
materialista entro noi e fuori di noi, ed è convinto che un durevole risanamento del
nostro popolo può avvenire soltanto dall’interno, sulla base del principio: l’interesse
comune deve prevalere sull’interesse privato.
25. Per attuare tutto questo noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale
dello Stato. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto lo Stato e
sui suoi uffici in genere. Creazione di camere sindacali e professionali per
l’esecuzione nelle singole regioni delle leggi generali emanate dallo Stato.
I Capi del Partito promettono di lottare a fondo, se necessario esponendo la propria
vita, per l’attuazione di questi punti.
E che ciò si avveri con l’aiuto di Dio.